Scheda 7 – Internazionalizzazione

Scheda 7 – Internazionalizzazione

In sintesi

Nei prossimi decenni, crescita economica e benessere sociale si concentreranno precisamente in quelle aree che sapranno sviluppare e adottare un nuovo paradigma tecnologico basato sulla sostenibilità e capace di coniugare incremento di produttività per le imprese, ampliamento delle opportunità per chi cerca lavoro, innalzamento della qualità della vita per i cittadini.

Perché questa prospettiva si affermi nel Lazio, dobbiamo percorrere con convinzione la strada dell’innovazione. Innovazione nei prodotti e nei processi, nelle pratiche gestionali e organizzative delle imprese. Innovazione nella Pubblica Amministrazione, nei suoi schemi burocratici, nei suoi strumenti operativi, nei servizi che offre, nel modo di porsi nel dialogo con i suoi interlocutori.

La situazione e le proposte

Analizzando l’economia laziale osserviamo che:

–        il tessuto produttivo regionale è forte di oltre 600.000 aziende ed è sede di sistemi di impresa e di eccellenze – dalle ceramiche al marmo – lapideo, dall’aerospaziale all’audiovisivo, dal tessile al farmaceutico, dall’agroalimentare alla nautica – sia nei settori tradizionali sia in quelli a più alto tasso cognitivo. Ma è un sistema che soffre la piccola dimensione delle sue imprese, la bassa attitudine alla collaborazione e allo scambio di esperienze produttive, la quasi totale assenza di pratiche sistematiche di trasferimento tecnologico, un ritardo nei processi di internazionalizzazione;

–        il capitale umano del Lazio è quello della realtà scientifica più importante del Paese (un sistema con 218 laboratori di ricerca, 48 enti di ricerca, 6 parchi scientifici e 3 distretti tecnologici) e dei 2,2 milioni di persone che ogni giorno lavorano nel comparto privato e pubblico dell’economia regionale. Eppure, quella del Lazio, è anche la storia di un dialogo carente tra ricerca e impresa e di un bacino di 1,6 milioni di persone in età da lavoro che cercano occupazione senza trovarla o che riempiono le file dell’inattività per mancanza di reti di sostegno al lavoro, come in particolare nel caso delle donne, o per sopravvenuto scoraggiamento nei confronti di un sistema che sembra sempre respingerle, come troppo spesso avviene per i giovani;

–        il Lazio è una delle regioni italiane di maggiore pregio e diversificazione da un punto di vista naturale, paesaggistico e territoriale. Ma è anche una regione che sta abbandonando la cura del territorio e nella quale le aziende agricole (ridottesi del 50% negli ultimi dieci anni) rischiano di essere condannate a un ruolo marginale rispetto alla domanda alimentare espressa da quasi sei milioni di abitanti.

Sotto molti punti di vista, quindi, il Lazio è in ritardo di anni rispetto alle esperienze regionali, sia italiane che europee.

La Commissione Europea ha individuato la strategia per uscire dalla crisi e preparare l’economia dell’UE ad affrontare le sfide del prossimo decennio, identificando tre indirizzi di crescita da mettere in atto mediante azioni concrete a livello europeo, nazionale e locale: crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Le proposte di programma per l’Innovazione della Regione Lazio partono quindi dalla consapevolezza che è necessario porre in essere una serie di politiche articolate sul piano territoriale e mirate al superamento del gap nel settore dell’innovazione, e che per farlo è fondamentale la condivisione e il raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Agenda Europa 2020.

Il Lazio, insieme a Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, rientra tra le regioni ad alto grado di inseguimento d’innovazione, che stanno cioè sul punto di diventare leaders, ma che ancora non hanno colmato questo gap

La crisi economica sta lasciando un segno pesante sul territorio, sulle sue imprese e sulla vita delle persone. Si susseguono crisi e ristrutturazioni aziendali, aumenta la disoccupazione, si riduce il potere di acquisto delle famiglie. Sotto molti punti di vista, quindi, il Lazio è in ritardo di anni rispetto alle esperienze regionali più avanzate, sia italiane che europee. La crescita economica per il nostro Paese passa attraverso l’internazionalizzazione e sarà sempre più legata alla capacità di intercettare la domanda delle economie emergenti (BRIC, NEXT ELEVEN).

Occorre:

–        Dare forza alle PMI, rendendo semplice l’accesso al credito.

–        Semplificare la complessità burocratica e ridurre gli oneri regolatori per le imprese laziali.

–        Innovare nei prodotti e nei processi, nelle pratiche gestionali ed organizzative delle imprese, nonché innovazione nella Pubblica amministrazione.

–        Creare reti per far crescere la competitività del sistema produttivo nel Lazio.

–        Sviluppare un organismo che funzioni da punto di congiunzione tra il mondo produttivo e il network estero per creare processi ed azioni di promozione del sistema Lazio nei diversi paesi di riferimento e di interesse per le attività produttive locali che vogliono svilupparsi all’estero.

–        Promuovere sistemi di tassazione agevolata per incentivare gli investimenti sui nuovi mercati.

–        Diffondere e consolidare piattaforme di commercio elettronico.

–        Creare percorsi di studio atti a creare esperti in grado di riorganizzare le aziende e promuovere l’innovazione mediante il trasferimento alle imprese dei prodotti della ricerca, proiettando le azioni delle imprese in modo efficace oltre i confini nazionali.

–        Ridefinire l’obbligo della lingua inglese nel percorso di studi con nuovi programmi legati al mondo del lavoro.

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