Scheda 5 – Reti di impresa e alleanze per lo sviluppo

Scheda 5 – Reti di impresa e alleanze per lo sviluppo

 

In sintesi

La proposta mira a sostenere lo sviluppo delle PMI e l’occupazione attraverso l’evoluzione delle forme di aggregazione tra le aziende. L’intento è quello di dare alle reti d’impresa, come se fossero delle società, la possibilità di raccogliere capitale da investire nelle proprie iniziative. Si tratta quindi di un’evoluzione del contratto di rete, che dopo la seconda fase della loro evoluzione, avendo avuto la possibilità di avere autonomia patrimoniale, potrebbero attirare capitali anche al di fuori dei propri associati. Ciò è possibile creando la Holding di rete, capace di proporre sul mercato l’acquisto di azioni e di obbligazioni.

La situazione

Le PMI costituiscono l’ossatura fondamentale delle imprese laziali. Le imprese sono prevalentemente refrattarie a lavorare in rete. E’ ormai noto che i sistemi economici più competitivi, al livello mondiale, sono formati da network di aggregazioni interorganizzative. Basti pensare alla Silicon Valley, a Cambridge o a Toulouse, nei Paesi occidentali, ma anche al distretto Hsinchu di Taiwan, a Singapore o a Bagalore in India.

Il 75% delle imprese è a conduzione familiare: questo significa che chi dirige un’azienda viene cooptato tra i familiari e gli amici, senza alcun interesse per la professionalità dei manager. Ciò  significa disinteressarsi del management stesso, delle qualità e delle competenze di chi dirige, con il risultato che le nostre aziende vengono gestite in modo intuitivo, improvvisando giorno per giorno. La pianificazione è un’attività lasciata al caso.

La proposta

La proposta è la creazione della Holding di rete che può avvenire anche a livello regionale. Si tratta di una nuova forma di network interorganizzativo, che può essere visto anche come un’evoluzione del contratto di rete. In sostanza, l’Holding di rete prevede la costituzione di una società di capitali – in accomandita per azioni o per azioni – costituita però da molteplici imprese, tra loro autonome al livello giuridico e gestionale. L’Holding di rete sarebbe una nuova forma di aggregazione di imprese, dove però il focus non è più un singolo progetto come con il contratto di rete, ma l’attività di filiera tra diverse aziende giuridicamente indipendenti. Cadrebbe quindi il carattere esclusivamente territoriale del network, come nei distretti industriali, sia perché il l’attributo locale è solo un optional tra i tanti possibili, sia perché sono previsti investitori esterni, nazionali e internazionali, che consentirebbero il passaggio da una rete corta ad una rete lunga; verrebbe meno anche la selezione monofunzionale delle attività intraprese, come per i consorzi o il fine esclusivamente mutualistico come per le cooperative.

Nella pratica la Holding di rete è un network formale di più imprese, che possiede una struttura giuridica idonea per emettere azioni e obbligazioni. In questo modo è in grado di attrarre capitali esterni che possono essere ripartiti tra le diverse aziende di una filiera produttiva. Questa continuerebbe a svolgere le proprie attività di routine, in quando l’apporto degli investitori non è legato ad alcun progetto particolare ma riguarda anche il core business dell’alleanza interorganizzativa.

L’innovazione principale riguarderà la governance della rete, con la costituzione di un’attenta opera di business intelligence. Le imprese in rete, costituendosi come holding, potranno gestire i capitali apportati dagli investitori esteri sulla base di un programma congiunto di sviluppo strategico. Un po’ come avviene con una grande azienda, con l’unica differenza che il consiglio di amministrazione sarà costituito esclusivamente dai rappresentanti legali delle singole imprese partner. Gli investitori esteri avranno soltanto un ruolo passivo, orientato esclusivamente alla ripartizione degli utili.

Oltre alla gestione del capitale societario, la holding avrebbe anche la funzione di promuovere il brand della rete. Le attività di marketing della rete, oggi indispensabili per la competitività di sistema, possono essere svolte dalla holding stessa, che in questo modo avrebbe anche un ruolo di attrazione degli investimenti esterni sul fronte della comunicazione d’immagine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...