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[Diritto & Lavoro] JOBS ACT: CUI PRODEST? – a cura del Movimento Forense

La disoccupazione crescente, e in particolare quella dei giovani, è senza dubbio l’effetto più inquietante e perverso della crisi economica che ci attanaglia da ormai troppi anni: in Italia si riduce la produzione, aumenta il numero delle persone prive di occupazione, crollano i consumi e questi passaggi si trasformano in una spirale dalla quale fatichiamo ad uscire.

Così, ad ogni mutamento di Governo la promozione dell’occupazione e il sostegno del reddito di lavoratrici e lavoratori tornano ad essere uno degli obiettivi principali proclamati dalla politica.

Questa volta il Governo Renzi si dichiara pronto a fare sul serio e ha messo in campo l’artiglieria pesante che dovrebbe essere rappresentata dal Jobs Act, un insieme di misure sulla regolazione del mercato del lavoro che sta facendo discutere già da prima che se ne conoscesse il contenuto e già a partire dal nome: perché mai questo provinciale uso dell’inglese, tanto più che nessun inglese avrebbe mai usato la parola “job” al posto di quella molto più congrua “employment”? Ma tant’è: siamo in Italia e il nostro – si sa – è l’unico paese al mondo che usa parole straniere perfino nei propri testi legislativi.

 

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